In Arte, Ariadne Karloff.

Perché in definitiva, disse qualcuno, siamo italiani e tutti gli italiani si credono scrittori.
Io non mi credo scrittrice, ma a random scrivo.
C’è qualcosa di catartico nel foglio bianco che si riempie, anche se è un foglio digitale al quale puoi modificare le impostazioni di luminosità.
Il che è una figata pazzesca, non credete?
La svolta finale. E se piangi, al massimo devi schivare la tastiera! Sticazzi!
E se ridi, spera di non avere bibite in bocca o impara a schivare da dio il monitor.

Io sto zitta e parlo, forse pure troppo.
Parlo spesso in silenzio, parlo con un sorriso sgembo o con un sopracciglio inarcato. Con una presa di fiato che viene rilasciato per non ferire o non crear confusione.

Ariadne Karloff è un po’ come l’acqua: sta lì bel bella a far niente, però se la smuovi troppo è in grado di devastarti.
Ma non ci sono vere verità, perché è un personaggio.
Foto in scala di grigi, pettinatura anni 30, sigaretta con il bocchino, abito di lustrini, trucco definito, occhi da gatta, labbra sdegnose ed un calice di rosso nelle mani dalle dita affusolate.

QUINDI.
Q U I N D I .
Tutto ciò che troverete qui è una vera falsità, o una falsa verità. O magari è una vera verità, ma non lo saprete mai, perché non è quello che importa: quello che importa è perseguire l’obbiettivo di passare catartici minuti di disconnessione dal mondo.
Parole, parole, parole…
As I said before: RAMBLINGS.

3 risposte a “In Arte, Ariadne Karloff.”

  1. Melanto ha detto:

    X3 Che bel posticino!

  2. tres cool :)

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